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April 30 Comicon 2009 parte 1 Come ogni anno anche questo aprile ha visto a Castel S.Elmo, a Napoli, aprirsi le porte per il Comicon, la fiera del fumetto internazionale di Napoli. Come l'anno scorso anche quest'anno prevedevo di andarci. Sarebbero stati presenti nomi dal calibro di Carnevale e Liberatore nel fine settimana per firmare autografi e fare conferenze. Come l'anno scorso mi immaginavo all'ascolto di interessanti comizi e invece... causa disorganizzazione, pochi soldi e incidenti vari mi sono presentato solo il Venerdì, partendo da casa alle sette di mattina sono riuscito a fare il biglietto a Mezzogiorno. Perchè? Ovviamente per aspettare i soliti che nonostante abitassero a mezz'ora da Napoli hanno perso il treno, e la solita metropolitana rotta (più precisamente allagata). Abbiamo dovuto quindi prendere un bus e poi la funicolare che ci portasse più vicino possibile al castello. Una fila alla biglietteria senza fine.... che poi pago e mi vengono a dire "Ma con la tessera della Comicon un giorno entravi gratis". Le bestemmie che avrei tirato se non fossi stremato sarebbero state tante e veramente offensive. Fatto sta che ad aspettare la solita gente sono riuscito a farmi il mio giro di fretta, per raccattare la gente che si perdeva, per prendere gente che arrivava e per permettere agli altri di gettarsi tra i gadget mentre io aspettavo solo il momento in cui sarei stato libero di andare a comprarmi i miei fumetti nelle case editrici minori. Culo ha voluto che nonostante avessi poco contante riuscissi a trovare due titoli che cercavo e a comprarli: Rughe di Paco Roca e Pasolini di Davide Toffolo. La compagna di corso con cui mi accompagnavo mi ha regalato il primo numero di David Murphy che stavo cercando e così ho potuto prendermi qualche numero di Rat-Man che quest'anno in fiera aveva un angolo della mostra (dedicata al giallo) tutta per lui. RUGHE di Paco Roca Mercoledì scorso ci hanno chiamato dalla lezione col professor Mantovani per portarci al Caffè letterario di Ostienze, a pochi metri dalla scuola, per farci assistere a un incontro, assieme ad altri classi di animazione e illustrazione, con due autori stranieri, tra cui c'era proprio Paco Roca. Mi ha molto colpito il racconto che c'è sotto l'albo a fumetti di Rughe, che racconta la condizione di vita di un anziano con l'halzaimer. Avendo mio nonno questa malattia ho deciso fin da subito che l'avrei preso, anche per leggere come questo autore avesse affrontato un tema così delicato e al tempo stesso atroce. Paco ci ha raccontato di aver avuto l'idea per il suo racconto quando scoprì che i suoi genitori stavano diventando anziani. La paura della malattia e della perdita lo ha spinto ad analizzare questa infelice condizione. Ha seguito le sue ricerche in case di riposo, dove si è documentato minuziosamente. Ovviamente, ci ha raccontato, ci sono aspetti così atroci associati a questa malattia che non si è sentito di rappresentarli tutti, ma semplicemente quelle parti facilmente comprensibili e spiegabili a tutti. Di persona ho capito a cosa si riferisse e devo dire che comprendo in pieno la sua decisione. Nel complesso "Rughe" è una storia ricca di nostalgia e dolce di quella tristezza che solo chi vive accanto a persone anziane potrebbe comprendere, ma penso che con un po' di apertura tutti potrebbero apprezzare questa splendida opera. Il disegno è semplice per spiegare una condizione così complessa, e la narrazione lascia veramente poco all'immaginazione, mostrando nella sua linearità la storia di un uomo anziano con l'halzaimer che dovrà accettare e convivere con questa situazione con un malinconico coraggio nonostante sia previsto il completo declino. Ora il libro è sul comodino di mia madre, e spero che lo finisca in fretta. PASOLINI di Davide Toffolo Non so da dove cominciare per parlare di questo libro, o fumetto, come lo si voglia chiamare, a metà strada tra la graphic novel e il romanzo d'introspezione.Inizierò raccontandovi del giorno in cui scoprì i "Tre Allegri Ragazzi Morti" e fu il giorno del primo concerto della mia vita. Da come mi avevano raccontato sembrava un gruppo interessante, che suonavano con maschere di scheletri sulla faccia, raccontando in musica filastrocche di persone qualunque. Andai con un'amica aspettando altri amici che non vennero poi. Stavamo lì sotto il palco aspettandoli, io chissà chi mi immaginavo quando vidi arrivare loro che sembravano dei tecnici intenti a controllare gli strumenti se non fosse che a un tratto si misero queste maschere e si avvicinarono ai microfoni e proprio lì, davanti a noi, Toffolo iniziò a cantare "Il Mondo Prima". Non pensate di Toffolo chissà chi, è un uomo qualunque, con una chitarra in mano, la sua età e la sua voce graffiante. Mi chiedevo però come da un uomo così apparentemente normale potessero venire fuori parole come "era bello il cielo d'inverno come i tuoi denti
era bello sentire le tue mani fredde cercare qualcosa di me era bello i tuoi piedi sopra le cosce un po’ come fossimo in moto ma distesi sul letto mio fresco quasi come guidassi tu" Era poesia.
Dopo quel concerto che mi ha sconvolto mi dicono che Toffolo fa anche fumetti. E io, ma sul serio? ed era proprio vero. Successe poi molto dopo, quando iniziai a lavorare sulla mia tesina per la maturità, quando iniziai a farmi raccontare di PierPaolo Pasolini da tutti quelli che ne sapevano abbastanza che trovo questo titolo. Toffolo che racconta Pasolini, o meglio, è Pasolini che si racconta a lui, in un surreale incontro tra i due, un colloquio per lasciare che la voce di quel formidabile uomo si faccia sentire ancora, anche se è solo un illusione, o semplicemente il fantasma di una ragione che ci manca per metterci il dubbio. L'ho desiderato questo "Pasolini" di Toffolo, perchè volevo sapere anche la sua, di opinione, sapere come la pensasse quel poeta non più tanto giovane che raccontava di un fratellino troppo giovane per il rock 'n roll e di tre allegri ragazzi morti. Ci provai in tutti i modi ma pareva impossibile trovarlo, ordinarlo o comunque scovarvi qualcosa sulla rete. Ci rinunciai. L'esame andò comunque brillantemente ma mi rimase l'amaro in bocca. Almeno fino ad ora. Non speravo di trovarlo, e invece lo vedo lì, con tutti i lavori di Toffolo, sul banco della casa editrice Coconino Press. Non dovevo nemmeno passarci di la, stavo andando al bar... e invece lo guardo, mi avvicino, lo sfoglio, vedo il suo inconfondibile tratto così semplice e morbido e non so che fare. Mi mordo le labbra, in tasca mi conto i soldi ed erano proprio giusti, ma poi sarebbero finiti... e penso... quando ricapiterà quest'occasione? Io sono spesso un po' troppo tirchio per i miei gusti, ma so anche cogliere l'attimo quando serve. Avrei lavorato per rifarli così pago e mi porto a casa il volume. Non ho quasi il coraggio di aprirlo più ora che sta sul comodino ad aspettarmi, come se non mi sentissi ancora pronto... ma spero di poterlo leggere presto. Su facebook mi chiedono chi personaggio del passato vorrei riportare in vita... e io senza pensarci due volte rispondo: Pasolini. Perchè c'è bisogno della sua voce, della sua sfrontata e candida consapevolezza che il mondo così com'è è una cosa sbagliata, perchè c'è bisogno del suo peccato, di altri mille suoi romanzi come "Ragazzi di Vita" perchè c'è bisogno che Toffolo lo incontri davvero Pasolini, che gli stringa la mano e gli racconti cosa ne pensa ora davvero di quello che sta succedendo... ma forse non lo sapremo mai. Sarebbe però stato bello sapere che Pasolini, da qualche parte, fosse rimasto la coscienza di questa Italia sbagliata. April 27 Galaxy Rieccomi dopo la mia solita lunga assenza ingiustificata. Per un periodo, nonostante l'annuncio del mio ritorno, ho davvero pensato di cancellare il blog, ma non so perchè qualcosa mi ha detto di farlo restare qua dove sta, e ieri mi è venuto il pallino e l'ho restaurato come piace a me. Ultimamente sono un po' malinconico, falsamente scemo, triste sì, con la solita testa fasciata dall'ennesima delusione d'amore. Sono stati mesi lunghi e stancanti. A parte che inizio a soffrire di brutte crisi di ansia notturne... uhm... ci vorrebbe un buono psichiatra che mi prescriva roba buona... per il resto mi lascio trascinare. Cerco di fare l'indifferente, di essere un "capo" giusto, che se ne frega, ma la realtà è che nonostante dica che tutto è perfetto e bellissimo così com'è, dentro di me guardo le persone che mi sono attorno e vedo chi mi ha profondamente ferito, chi mi ha deluso, chi mi guarda teneramente, chi mi carezza il braccio in silenzio, chi mi schifa da lontano, chi mi sorride ma mi guarda con odio e penso che nulla potrebbe essere più ipocrita di me. Soliti scleri insomma. Borsa della Comics in spalla che pesa sempre di un sogno in più, mentre la strada per quel portone pare sempre più lunga e faticosa. Fiato corto e Lucky Strike alle labbra penso a cosa essere oggi. Rido? Faccio il cretino? Sarò serio? Vediamo come va... se mi butto avanti certo non precipito dietro e magari mi avvantaggio un po'. Faccio cruciverba sul treno o dormo la maggior parte delle volte, mentre il mio compagno di corso disegna davanti a me. La metro sempre appiccicosa, unta, piena di gente sporca, ma la città fuori si dilata di sconosciuti che mi ignorano così beatemente. Sorrido e nessuno se ne accorge, piango e non frega a nessuno. Potrei fuggire con chi amo e nessuno saprebbe mai nulla. Peccato che tutto si risolve su un foglio di carta dove guardo teneramente una frangia nera e un paio di occhi scuri e curiosi. Sarà la mia Valentina, io come un giovane Crepax creo la mia eroina però più timida e riservata, quasi sfacciata nella sua testardaggine, però mai volgare, così pudica e gentile, ma combattiva, tenace e posata. E' tutto nella mia borsa della Comics, ammassato con bozze sempre sporgenti che si impigliano ai cancelli facendomi inciampare. Dovrei alleggerire la zavorra e lasciare sprofondare le cose inutili della mia vita. Via parole dette e già rimangiate, senza rimpianti, addio buoni propositi di pace! Via l'amore verso una personalità vuota e crudele, addio lacrime e notti a pensarti! Via l'aspettativa della tranquillità, addio sos all'orizzonte, preferisco lasciarmi alla corrente! Via il sonno ristoratore, addio notte calda e calma! Via me, che proprio non mi serve una cosa così inutile... |
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