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    May 26

    Lavoro

    Mister No: Ho preso tutto? Siamo sicuri che ho preso tutto???
    Duchessa: Posa quella valigia che stai andando a lavoro non in Papuasia.
    Carlo: Woafh..
    MN: Ha ragione Carlo, forse è un po' eccessivo.
    D: Signore dammi la forza...
    MN: Tolgo la spillatrice, il cappellino da mare, la vaschetta idromassaggio per i piedi...
    D: ...
    MN: Che dici metto via anche il rasoio elettrico e la maschera da saldatore?
    D: Vorrei ricordarti che ti stai dimenticando una cosa fondamentale.
    MN: Cosa???
    D: Il cervello.
    MN: ... non scherzare che sono anche in ritardo! Meglio che vado!
    D: Posa subito il tostapane!!!
    MN: Prima che vado dimmi solo una cosa...
    D: Cosa?
    MN: Sto uscendo in mutande?
    D: No...
    MN: Perfetto! A stasera!
    C: ...
    D: ...
    C: ... woaf?
    D: Ehi ma dov'è il frigorifero???!!??
    May 12

    Alice

    Alice scivolò giù, lungo un sogno, lungo un’immensa galleria verticale di atrocità. Cascò lungo un vortice di incoerenza, freddo e sporadicamente illuminato da neon che galleggiano in quella fossa interminabile. Osservò attonita fotografie di soldati, flebo, orologi, cartelle cliniche, finestre, tavolini e posate scorrerle al fianco, restando sospesi in una dimensione leggerissima. Fantasie a scacchi bianchi e rossi la circondarono anche nella caduta, che avvenne tiepida, senza alcun trauma, un piede e poi la punta dell’altro, lasciandole svolazzare per un attimo il vestito.
    Atterrò lungo un corridoio vuoto e desolante, un anfratto al neon sporco di muffa e gocciolante.
    Un’imponente ombra animalesca la sovrastò in un momento di distrazione.
    - Signor Coniglio? – chiamò, ma lui era già sparito.
    Provò a inseguirlo nel corridoio profondo intrufolandosi in una porta troppo grande.
    Ancora corridoi dove quell’ombra animale torna a prenderla di sprovvista.
    - Signor Coniglio? – chiamò ancora, ma nel lungo corridoio le risposero i quadri di illustri individui, mezzi busti e statue votive.
    - Dove stai andando bambina? -
    - Chi cerchi? -
    - Cosa vuoi? -
    - Vai via... -
    - ... finché sei in tempo... -
    - Fuggi! -
    Alice avanzò verso una Madonna immobile, piena di dolore. Una visione triste e incolore alla luce delle candele.
    - Io sono Alice. Vengo dalla tana del signor Coniglio -
    - No non lo sei. - rispose la Madonna.
    - Io sono Alice... -
    - No non lo sei. - la Madonna aprì occhi vuoti pieni di terrore. - Fuggi bambina. Fuggi! - la implorò cercando di afferrarla con le mani ossute. Accorciò la distanza trovandosi intrappolata alla parete. Rovesciò qualche candela, gridò, ma la statua restò inchiodata a quel freddo muro.
    Alice indietreggiò verso i quadri impauriti, dove un giovane soldato dal ritratto l’afferrò alle spalle. Aveva il sorriso felino e profondi occhi gialli.
    - Da quella parte. - le indicò un punto lontano dove poi lei fuggì correndo veloce con ancora dietro quelle urla disumane.
    Fuggì Alice, lontano in quel labirinto di corridoi al neon. Seguì la grande ombra animalesca dietro a improbabili segnali stradali, sorpassò incoerenti oggetti animati. Tutto fino a una grande freccia affianco a una porta a vetri opachi e sporchi.
    La varcò senza esitare, vedendosi venire incontro una tazza meccanica fumante di aromi dolciastri e velenosi.
    - E’ permesso? - domandò con timore.
    - Vieni pure bambina! - la invitò dentro un vecchietto smilzo e dallo strano cappello.
    Un gelido lettino è apparecchiato a festa sui resti di un cadavere. Stoviglie meccaniche vi camminavano indisturbate attorno a una torta di denti umani. Alice l’osservò terrificata.
    - Io sono il Cappellaio! Molti dicono Matto ma io mi definirei spensierato! - prende un piattino, con su una fetta di torta - Ne vuoi una fetta? Su non fare complimenti! - indica il cadavere sul lettino - Prima di te lei ne ha mangiato fino a scoppiare! - e l’addentò con tutta la porcellana. I suoi denti erano affilati, ma anche ferito e sanguinante rise divertito.
    Alice fuggì via, alle spalle ancora quella folle risata.
    Tornò in quell’anfratto di corridoi, spaventata, ora incapace di ragionare.
    Ancora l’ombra animalesca la sovrastò ma dal ruggito che ne provenne Alice capì che era stata troppo indiscreta a cercarlo così insistentemente. Divenne la preda indifesa tenuta all’angolo da quel mostro sbavante.
    Capì che non sarebbe stata divorata quando una mano gentile spaventò quell’ammasso informe di peli umidi e lunghe zanne. Alice la guardò, posando gli occhi su un volto di donna bello come una santa. Le mani giunte e un lungo manto morbido a cingerle le spalle. La donna la salutò gentilmente. - Ciao Alice -
    La bambina si stupì che sapesse il suo nome.
    - Io sono la Regina di Cuori -
    Alice le sorrise, mossa da un’immensa e incondizionata fiducia. L’abbracciò, lasciandosi stringere affettuosamente.
    - Vieni con me piccola, è arrivato il momento di andare. -
    Alice non sentì il bisogno di risponderle. Prese la sua mano lasciandosi condurre verso una luce grandissima mentre la donna, sicura, la teneva a se con calore. Quella grande luce, sul fondo di quell’ultimo luogo di terrore, proiettò l’ombra di una bambina e della sua ultima amica: la Morte.
    Nel tiepido letto d’ospedale, nella realtà vera, alla flebile luce del neon, la vita di Alice l’abbandonò. La sua piccola mano era ancora posata sull’ultima storia che l’aveva accompagnata fino alla FINE.
    May 10

    Galaxy - Buck Tick

    Torno con una bella canzone che mi sta accompagnando in questi giorni.
    E' Galaxy dei Buck Tick, un gruppo in attivo da più di vent'anni che guarda caso scopro solo ora ... diciamo che cercavo su Deviantar il volto di un cantante dai capelli neri. Metto come chiave di ricerca "Singer black hair". Mi serviva qualcuno da prendere come base per un personaggio che sto disegnando... e tra i primi dieci risultati... non ci becco una foto di Atsushi Sakurai, il cantante dei BT?? Inutile dire che mi ha folgorato per la somiglianza... così oltre a sceglierlo ho iniziato a sentire un po' della loro musica e ora ho nel lettore cd una compilation che va a palla.
    Adoro questo video perchè oltre che fatto benissimo lui si muove con un'elasticità sorprendente. Mi piacerebbe dare al mio personaggio la stessa eleganza.
    Questa è Galaxy:

       

    GALAXY
    Lyrics: Sakurai Atsushi
    Music: Imai Hisashi

    Kimi no sono mune     haato maaku odoru
    Nureteiru hane furuwasete     inochi kirakira odori nagara
    Saa mezame da     saa tobitate     saa yukkuri     hora

    Kimi no sono mune     piisu maaku egaku
    Taiyou hane sukashite mireba     inochi giragira afuresou sa
    Saa mezame da     saa tobitate     saa yukkuri     hora

    Kimi wa mou toberu     doko datte ikeru
    Ten no mizube hane asobasete     inochi yumeyume odore BABY
    Saa yoake da     saa habatake     saa yukkuri     hora

    Kanashii yokan suru yoru wa     yamiyo wo hashire     hashire

    Mayonaka     kimi wa yume mite naiteiru     totemo kirei na yume wo mita
    Mayonaka     kimi wa yume mite furueteiru     nani mo kanashii koto wa nai

    Kimi no sono mune     haato maaku odoru
    Nureteiru hane furuwasete     inochi kirakira odori nagara
    Saa mezame da     saa tobitate     saa yukkuri     hora

    Kanashii yokan nado nai sa     boku wa uso wo tsuita
    Mayonaka

    Mayonaka     kimi wa yume mite naiteiru     totemo kirei na yume wo mita
    Mayonaka     kimi wa yume mire furueteiru     nani mo kanashii koto wa nai
    Mayonaka     kimi wa yume mite naiteiru     totemo kirei na yume wo mita
    Mayonaka     kimi wa yume mite…

    inglese

    In your heart, the heart marks dance
    Your dripping wings quiver, your life sparkles
    Come on, wake up
    Come on, fly away
    Come on, so gentle
    Come on…

    I draw a peace sign over your heart
    The sun shines through your wings
    Life overflowing, blindingly bright
    Come on, wake up
    Come on, fly away
    Come on, so gentle
    Come on…

    You can fly, you can go anywhere
    Shores of heaven dancing with your wings
    Baby, life is but a dream
    Come on, it’s the dawn
    Come on, fly
    Come on, so gentle
    Come on…

    On those nights full of sad omens
    Just run, run through the darkness

    At midnight, you’re dreaming and crying
    You had such a beautiful dream
    At midnight, you’re dreaming and shivering
    There’s nothing to be sad about

    In your heart, the heart marks dance
    Your dripping wings quiver, your life sparkles
    Come on, wake up
    Come on, fly away
    Come on, so gentle
    Come on…

    No need to worry about sad things to come
    I lied
    At midnight…

    At midnight, you’re dreaming and crying
    You had such a beautiful dream
    At midnight, you’re dreaming and shivering
    There’s nothing to be sad about
    At midnight, you’re dreaming and crying
    You had such a beautiful dream
    You’re dreaming at midnight…

    [al più presto, a seguire, la traduzione italiana]





    May 07

    Reminescenze

    Duchessa: Ehm ehm...
    Mister No: uhm...
    D: ehm..
    Carlo: wof...
    MN: ...
    D: ...
    C: ...
    MN: Nooo carlo sei troppo bello!!!
    D: Non traumatizzarmi il cane e non cambiare argomento! Allora su... non posso assentarmi per qualche settimana che ti ritrovo biondo e depresso.
    MN: Non sono depresso!
    D: Ma quel capello...
    MN: senti... prevedo di tornare al nero eh!
    D: o santo cielo...
    MN: la finiamo? So che vuoi farmi la predica tanto vale che inizi ora così finiamo presto e andiamo a mangiare
    D: ...
    MN: ... allora?
    D: No non te la faccio la predica.
    MN: eh?
    D: Non te la meriti stavolta.
    MN: cosa?? Perchè???
    D: Perchè pari cresciuto un po' di più... quindi...
    MN: quindi?
    D: Ti appenderò direttamente in pubblica piazza.
    C: woafH!
    MN: ... capito torno nell'angolo in punizione...
    D: e non dimenticare il cappello con scritto su "sono un cretino" mi raccomando!

    May 06

    Tempo perso

    Nuvolo il cielo... ha piovuto.
    Torno da Roma con "Le Cenere di Gramsci" nella borsa della scuola, comprato a Termini quasi lo stessi rubando, di nascosto, come se dovessi vergognarmi di amare Pasolini e le sue parole. Sono belle parole, che mi ricordano ogni tanto quanto spesso mi lasci andare a pensieri inutili. Abbassarsi a ragionare con certa gente quando si sa che comunque quello che vuoi raccontare non verrà capito è inutile, si cammina su un pavimento costellato di incongruenza. Troppe teste vuote di parole ma piene di quelle inutili vanità che sono la spensieratezza di un'adolescenza che non vuole finire mai.
    Quando alla soglia dei vent'anni, in passato si combattevano guerre e si moriva per i propri ideali ora si arriva ai trenta senza aver preso mai una decisione concreta. Si hanno obbiettivi blandi e si combatte per questi sempre troppo poco, sempre con meno intensità di quello che si dovrebbe.
    A volte mi sembra inutile scontrarmi con questo muro di gioco, perchè quasi questo mi sembra quando lo vedo con gli occhi degli altri... una grande giostra di cavalli che gira... gira... ma non porta mai da nessuna parte. Ti diverti, hai visto com'è il mondo quando tutti i colori si fondono in un vorticare di suoni e oscillazioni, ma poi, quando scendi, ti accorgi che tutto era come lo avevi lasciato, e magari ti fa anche un po' male la testa.
    Mi vedo io, ora a vent'anni, a combattere con ideali di coetanei troppo presi dall'apparire sempre vincenti, che non capiscono quante sconfitte ci vogliono nella vita per capire la vita e se stessi. Si gioca, si ride, ci si diverte come bambini di vent'anni ancora coi soldatini, ancora con i cartoni animati... tutte cose recenti, quando non si ricorda nemmeno che forma aveva la guerra, sempre troppo lontana da noi.
    Anche gli amori sono finti, belli da fuori, raccontati come grandi fiabe, ma vuoti dentro, consumati per sbaglio, sempre troppo vanitosi per essere autentici, quando ci sono amori nascosti e così densi che si vergognano quasi, nella loro nudità, di venire fuori. Le persone si vergognano di amare col cuore, e lo fanno sempre più con la testa, ora che la diversità è diventata quasi un must, una garanzia di tendenza. Per chi l'amore ce l'ha dentro è sempre più difficile conoscere gli altri, ci si nasconde, non si comprende quanto vera sia ormai la parola degli altri. Non si trovano più persone comuni e così speciali che ti scambiano un sorriso, ma si sbatte sempre contro chi si ostenta un'opinione sempre diversa e controtendenza così commercializzata.
    E' stancante combattere verso una situazione così dilagante. L'amore venduto in bustine preconfezionate da supermercato come un quadro di Andy Warol, e ci si tiene per mano sempre di meno, troppo presi dallo sfavillare di grandi miti appesi nelle vetrine di una via troppo trafficata.
    A volte mi sorprendo a fissare una coppia, che nel vociare della confusione si ferma. E' una folata di vento che mi scompiglia i capelli mentre li guardo baciarsi timidamente, incuranti della fretta che li circonda e sorrido, lasciandoli al loro momento, con la speranza in più che qualcosa della reale sensazione resta ancora.
    May 02

    Vorrei fare un intervento serio...

    Vorrei fare un intervento serio oggi perchè sono 11 anni oggi che zio hide è morto.
    Ormai è stato confermato dai più che la sua morte è stato un incidente...
    tornato ubriaco da un festino, per farsi l'allungamento come ogni mattina ci è rimasto appeso.
    Zio hide... se non fossi il mio spirito guida ti fucilerei solo per l'idiozia di questa cosa.
    Non lo so a volte ci penso... come si fa ad appendersi a una porta... con un asciugamano! Bah... fatto sta che nonostante la sua vita terrena sia finita lì in quel momento... vorrei chiedergli a volte come ci si sente a non morire mai veramente...

    Pensando allo zio ormai sono sempre più convinto che la vita sia sempre troppo breve e rompicoglioni per essere vissuta per gli altri, almeno per chi ha dei propri sogni da portare avanti. Quando si vive in funzione della gente che ci sta attorno si finisce sempre per farsi del male e spesso a venire bellamente ignorati. Come per dire mia madre, per farla sempre contenta, lei che le piace sempre cucinare... ho ingoiato cose che voi umani non potete nemmeno immaginare... risultato? Una bella pancetta! risultato? Dieta dieta dieta e se non mangio si incazzano... Come oggi:
    madre: "Ho fatto una ricetta nuova... timballo di fettuccine con ragù di carne e salsiccia e guarnito con prociutto cotto!"
    io sono rabbrividito solo alla descrizione. Fatto sta che assaggio e dopo essere diventato verde, viola, bianco, fucsia e arancione lascio cadere la forchetta e mi accascio rantolante.
    io: "No guarda... non mi piace proprio..."
    madre: (buttando tutto per l'aria) "Ecco! Vedete??? Faccio schifo a cucinare!! Tu non capisci niente! Basta! Non faccio più niente mi avete scocciato!"
    bah.

    Comunque soffro di un serio problema di scarpe puzzolenti... Sono anni che metto le stesse scarpe da ginnastica comodissime. Ci vado a scuola, ci lavoro, ci giro per casa, ci corro, ci vivo insomma... almeno quando non ho gli stivali. Il problema è... che essendo anni che le uso iniziano a consumarsi e strusciando il piede dentro il rivestimento che se ne sta andando puzzano. Inutile lavarmi i piedi mattina e sera, le metto, le tolgo... e puzzano...
    Madre mi ha ritirato le vecchie ciabatte con la pinza e c'ha dato fuoco.
    uhm... dovrei decidermi ad andarmene di casa, così non devo sentirla bestemmiare sull'"alone che si trascinano le mie scarpe".
    Ieri dopo na giornata di lavoro diciamo che erano peggio del solito. Volevo solo andare a letto, così mi tolgo le scarpe, ormai mezzanotte, e vado in bagno per darmi una lavata.
    Quando torno... un odore familiare ma nauseabondo mi fa quasi andare in catalessi, e pensai lo avessero avvertito anche dalla camera da letto perchè immancabile madre "si è intasata di nuovo la fossa biologica??".
    Prontamente afferro dalla mensola della libreria il mio AXE Vice e scatto alle scarpe, intanto, oscillando la mensola aveva fatto decollare l'action figure di Iori Yagami di KOF che si era sfracassata per terra. Riesco a spruzzare il profumo nelle scarpe e a liquidarlo velocemente, ma l'occhio cade sulla statuina di Iori che aveva perso un braccio. Mi dedico alla sua ricerca con un "vieni qua... dove sei??? maledizione vieni fuori..." strusciando sotto la scrivania, con la voce di mio padre che commentava "ma è entrato il gatto?? c'è il gatto dentro???" ma gli sbuco in camera mentre cerco di rimontare il braccio a Iori e gli spiego "non era il gatto, cercavo il braccio di Iori!" madre esplode a ridere e mio padre avvilito "Si vede che ti serve una ragazza"