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    November 22

    Perdere

    Perdo le parole. E questa è la cosa più grave.
    Sono passati mesi e io ho perso cose, sempre più importanti, sempre più vicine, che se le guardo ancora devo stare attento a non calpestarle.
    Perdo le parole. E con queste tutti i significati. Non c'è più un senso, non c'è più un sesso, una ragione, un momento.
    Ho perso te. Ho perso lei. Ho perso me. Ho perso il mondo caduto dalla tasca quando ero distratto.
    Sbatto contro le cose a cui non presto attenzione, il mio corpo traballante nel torpore di una testa troppo pesante.
    Problemi, speranze, consigli e affetti. Dissolve tutto. Senza parole non posso descrivere niente. Non posso comunicare. Non posso niente contro questo inarrestabile senso di vertigine.
    Cado nel vuoto a occhi chiusi.
    October 08

    Pre Romics

    Ci sono tante cose che vorrei dire... e così poco tempo. Devo andarmi a fare una doccia e non vedo l'ora... o forse no? Prima voglio scrivere qualcosa, giusto per ricordare un po'. Mi spaventa quasi la rapidità con cui si susseguono giorni ed eventi, terrori, speranze, grandi delusioni... che mi viene da pensare che la mia vita sia un'altalena cosmica di bene/male in perenne oscillazione. Il mio karma mi sentirà prima o poi... quando mi sarò scocciato di tutto questo salire e scendere le scale della felicità.

    Ho iniziato la scuola questo lunedì. Eh... secondo anno di Comics, e dopo tutto che è successo lo scorso anno l'ho affrontato con un terrore e un'apprensione non indifferente. Sono una persona vistosamente insicura, e questo ormai è un dato di fatto, ma sono sempre più convinto che più prendo delusioni e più mi chiuderò in me stesso, e quando mi capiterà l'occasione giusta sicuro mi scapperà dalle mani. Nella mia particolarità mi sento abbastanza idiota.
    Devo dire però che non è poi così male se evito di guardare in faccia certi elementi e riposare gli occhi su un certo naso... su certi occhi... su quell'espressione assente che ci prova ancora a farmi provare qualcosa che cerco in tutti i modi di reprimere con tenacia. No, non mi fotterai di nuovo. E non voglio sentire scuse o vedere facce abbattute, non me ne fotte un'accidente. Riesco a portare rancore a lungo... questo è un'altro mio fottuto difetto.
    Ho rincontrato però amici di ventura che devo dire la verità... mi sono mancati. Salutarci lunedì mattina con un cazzotto ben assestato allo stomaco mi ha ridato un po' di coraggio per scacciare altri pensieri. Certe cose, a dispetto di altre, non penso si possano logorare così fottutamente. Programmi di scuola pesanti ma tra di noi la voglia di metterci sempre in competizione non cambia, e la cosa mi eccita da morire. Sono un animale da competizione. E sì... sono uno a cui piace arrivare sempre primo, mi dispiace! Anche se devo ammettere... se posso una mano mi piace darla sempre, perchè alla fine, una mano la do io, una mano me la danno loro e andiamo avanti tutti, che correre correre e seminare tutti alla fine si arriva soli e col fiatone. Spesso capita che quando si corre assieme, spingimi che io ti spingo e ci si rende conto da soli chi taglierà il traguardo. Se non sarò io si, ci rimarrò una merda, ma accetterò la sconfitta, perchè vorrà dire che il vincitore si sarà meritato tutto. Una stretta di mano e ci si prepara per la prossima gara!
    La mia gara personale però l'ho vita. Ho preso la borsa di studio. Io e 3 ragazze del mio corso. La ritiro domenica al Romics (speriamo di farcela che con questo scioperi... accidenti a loro, cazzo). Una piccola vendetta su chi mi criticava insistentemente.. invece di criticare sempre gli altri si pensi un po' a se stessi che si perde meno tempo e si combina qualcosa di bello.
    Ok, anche io critico decisamente tanto chi mi sta sul cazzo... ma quello è un altro paio di maniche xD

    Un'altra cosa che mi ha un po' distrutto però... è la mia Duchessa.
    Dopo anni paio aprire gli occhi solo ora.
    Quel filo fragile che ci legava si è spezzato ora che mi sono reso conto che non era nulla, forse io troppo cieco, forse lei troppo presa da altre cose... ma al mio ritiro di borsa di studio non ci sarà, non porterà mai il portachiavi che le ho regalato, e non mi chiamerà. Io non la cercherò più... ha viaggi da farsi con altre persone.
    Mi dispiace.
    Sul serio.
    Tra i tanti amici che ho, vecchi e nuovi... lei era quella che sentivo veramente di amare in maniera particolare.
    Per me che ormai vivo una vita da single decisamente solitaria... avere almeno lei ogni tanto che mi rischiarava la giornata era importante.
    Avevo tanti progetti per lei... ma sono cose che probabilmente non rientrano nella sua sfera delle competenze.
    Mi dispiace...
    Probabilmente Mr No da qualche parte, su quel treno che porta ovunque si sarà svegliato una mattina e lei non era più lì, scesa chissà dove magari per prendersi un thè, dimenticandosi di ritornare su, e quando il treno è partito è stata occupata da altri pensieri.
    Duchessa... magari un giorno torneremo sullo stesso treno? Ma più vado avanti per la mia strada e più tu resti immobile, allontanandoti all'orizzonte... ma ci sono momenti in cui si deve scegliere come spendere il proprio tempo.
    Io voglio vivere questa vita a tutta velocità, con tutte le opportunità. Avrei tanto voluto averti al mio fianco per mostrarti il mondo che avrei voluto regalarti.
    A fine mese sarà il suo compleanno, ma io non ci sarò. Partirò per un posto lontano... e chissà che accadrà quando tornerò...

    Domani... domani partirò per Roma di prima mattina con degli amici, e ci si vedrà al Romics. Per chiunque voglia, questo fine settimana mi si trova lì.
    Domani sarò in borghese, probabile che nessuno mi riconoscerà (gh), per chi voglia.... ma sabato e domenica penso che a chi interessi... sarò facilmente riconoscibile... nel primo cosplay della mia vita a una fiera del genere... ai che vergogna... ma vabbè, ci si divertirà.. e poi non è venuto così male come pensavo...
    Volete sapere chi sarò?
    Guardatevi il PV di Obscure dei Dir en grey, e vediamo se indovinate...

    Per chi mi incontra ovviamente, potrò chiarire molte cose...
    a presto!
    September 21

    Pausa di fine estate

    Vorrei raccontare tante cose ma sento la testa vuota.
    Fuori piove... fa fresco, e non mi è mai piaciuto così tanto sentire l'odore di asfalto e terra bagnata.
    Mi lascio posato alla finestra del bagno, e quando non ho voglia di dormire osservo il lampione sulla strada buia. E' la sensazione di un dolce ricordo sbiadito... come l'odore dei dolci, di quel magliore, della casa dei miei nonni che non vedrò mai più...
    Ho lasciato molte cose indietro... e si riaffacciano con una dolcezza che mi ferisce... persone, luoghi, oggetti, parole... tutto così lontano, come se più cresca più queste cose si perdono, mi lasciano. A volte vorrei solo fermarmi e lasciarmi raggiungere da tutto ciò.

    Guardo Sin City e Marv...
    "L'inferno è svegliarsi ogni dannata mattina e non sapere perché esisti."
    ....
    "Profuma come profumano gli angeli. La donna perfetta. La dea. Goldie. Dice di chiamarsi Goldie…"




    August 23

    Domani

    Non l'ho mai aspettato così come adesso...
    forse i miei vent'anni non si prospettano poi così malvagi...
    August 18

    E mi ricordo...

    E mi ricordo...
    una bambina che era una piccola principessa.

    E mi ricordo...
    le ore passate davanti la tv a guardarsi quelle splendide favole da "felici e contenti" della Walt Disney.

    E mi ricordo...
    le sue prime scarpette alte, la sua prima gonna lunga, le sue prime spalle scoperte e il suo sentirsi così elegante.

    E mi ricordo...
    "la bella e la bestia" consumato a forza di vederlo.

    E mi ricordo...
    il mio osservarla di straforo quando ballava da sola con le cuffiette nelle orecchie.

    E mi ricordo...
    quanto era bello quel suo mondo così nascosto.

    E mi ricordo...
    quando volle a tutti i costi la stanza più calda della casa perchè aveva il balcone sulla strada per "aspettare il suo principe azzurro".

    E mi ricordo...
    il modo in cui la prendevo in giro facendola tornare a una cruda realtà che non sopportava.

    E mi ricordo...
    il suo lavare i piatti a testa bassa, il suo cucinare così imbranatamente.

    E mi ricordo...
    come cantava "E' una storia sai..."

    E mi ricordo...
    quando usciva con gli amici e conosceva quei ragazzi così inadeguati.

    E mi ricordo...
    quando piangeva di nascosto.

    E mi ricordo...
    il mio mettermi lì affianco a lei in silenzio, infastidito da tanta inettitudine a mangiare le sue tortine.

    E mi ricordo...
    le sue parole "E per noi? Quando ci sarà il lieto fine?" e il mio "Uhm???"

    E mi ricordo...
    quando decise di prendermi per mano e farmi danzare come il cretino che mi sentivo, e capire che fare il cretino con lei mi piaceva da morire.

    E mi ricordo...
    come riuscì a trasformarmi in un principe. Nel suo principe.

    E mi ricordo...
    quando si arrese.. e se ne andò.

    E mi ricordo...
    "E' una realtà, che spaventa un po', una poesia, piena di perchè... e di verità..."

    E mi ricordo...
    che era solo una favola...


    Sto diventando troppo malinconico...
    accidenti.

    August 02

    Rimembranze

    "Per prima cosa... una cosa che non ti ho detto mai è che sei una persona estremamente strana, e anche se questa è un'attenuante non ti permetto di interrompermi.
    Hai avuto la capacità di farmi sfornare minchiate a palla pur di pararmi il culo e mi hai ammazzato solo guardandomi come poche cose al mondo.
    Da quando ti ho scorto la prima volta e mi hai guardato coi tuoi occhi color dell'ambra, mi hai smazzato completamente. Talmente che non riuscivo più a muovermi. Che poi... da quel giorno non facevo che volere i tuoi occhi... quegli occhi che mi hanno riempito di qualcosa di indefinibile. Anche sapendo come stavi sistemata non ho mai smesso di desiderarti, di nascosto. Ho preso i tuoi baci e i tuoi morsi... che mi davi così e che io mi sono tenuto senza dire niente, anche se sapevo che era sbagliato, perchè mi sembrava così meraviglioso. Capisco però che forse non è stato giusto tradire così di nascosto, anche se ti confeso... che lo rifarei per sempre.
    Ti rilevo, che mi sono sempre nascosto per la paura che avevo di starci male ancora, sapendo già quale sarebbe stato l'esito. Avevo paura di perderti. Da allora anche solo toccarti mi spaventava a morte, ma nonostante questo non ho mai smesso di alimentare il mio desiderio. Sembra ridicolo ma penso di aver passato con te poche cose realmente indelebili, dove ho avuto l'impressione di poterti tenere la mano di nascosto senza che tu dicessi nulla.
    Sappi, però... che per il tempo che non ci vedremo continuerò a pensarti e amarti sempre qui, dove tu non potrai vedermi. Ti amo abbastanza per non odiarti solo perchè non c'è stata l'occasione per farmi amare da te. Anche quando ne soffrirò, lo so, non voglio dimenticare questo sentimento e la voglia che ho di averti con me. Purtroppo nemmeno starti lontano migliora tanto questa situazione.
    Proviamo amori differenti, ma anche amare è ciò che ci rende occupato il cuore e ci lacera dolcemente. Amare è lasciare andare, come dicono tanti coglioni. E io sarò egoista, sarò uno a cui piace menarsela, ma se ti so felice amando qualcun'altro io soffrirò sapendolo, ma ti lascerò stare. Mi basterebbe saperti davvero felice... di me ora conta veramente poco.
    Non mi ritengo abbastanza importante o meraviglioso per pretenderti con me.
    Questo amore, inoltre, lo voglio sacrificare per credere nella nostra amicizia che vorrei forte, oltre altre mille cose... almeno questo... perchè voglio continuare a sorriderti in qualunque mondo senza farci troppo soffrire. Non voglio più ammalarmi d'amore... perchè anche se non mi desidererai mai io non posso fare a meno di tenere il tuo nome sul mio cuore ancora un po', come dico io.
    Ti prego però, di pensarmi almeno ogni tanto, quando proprio non hai nulla da fare, per farmi sentire un po' meno solo.
    Non pensare però a me qui che tanto per te ci saranno sempre le mie spalle avanti, perchè mi basta vederti nel mio futuro, qualunque ruolo tu avrai.
    Non ti chiedo nemmeno di scegliere, non credo di meritarmi un simile diritto. Non voglio rovinarti questa tua grande felicità. Per me qui, che ho potuto assaggiare il sapore amaro delle tue labbra, penso che sia abbastanza."
     
    "Mi dispiace. Non lo avrei mai pensato, ma grazie"

    "Figurati. Era giusto per chiarezza, ma va bene così. Ti voglio bene"

    "Si anche io"

    "A domani allora"

    "A domani"

    Forse... doveva andare così.
    Ma non è successo.
    Rimango con immagini sparse, ricordi che vanno col tempo addolcendosi e tante parole. Tante che le ricordo ancora a memoria. Come quelle che le dissi al telefono quel fottuto giorno. Non so perchè ci penso ancora. Ormai la storia è chiusa e sepolta in un posto ben lontano.  Sarà che mi piace sentirmi addosso quel sentimento strano e indefinito che mi rende dolce il palato quando chiudo gli occhi. Ascolto una canzone e mi ricorda quella sensazione. Chitarre elettriche che graffiano su una dolce melodia, un ritornello ossessionante e immagini lente e disturbanti.
    Sarà che dopo questo periodo fottutamente lungo e stancante nel mio cervello si istaura un pensiero ricorrente. E' un'immagine più che altro. L'immagine di un qualcosa che è lontano, eppure tanto vicino se solo mi decidessi di alzarmi da questo posto e muovermi nella sua direzione... Dovrei andare avanti, spingermi oltre, ma mi rendo conto forse solo adesso, che buttarmi avanti mi fa solo cascare indietro. Allora penso di aver trovato la strada. Alzo uno specchio e guardo quello che ho alle spalle, ma non mi giro. Le immagini si deformano, cambiano, si mostrano per quello che sono, e così, finalmente, guardandole nella loro vera forma posso riporre l'oggetto nell'interno della giacca e dire "è ora di andare", prendere le mie cose e iniziare a muovermi in una direzione che sta ben oltre l'orizzonte.
    Datemi una matita e vi disegnerò il mondo... no. Datemi una matita e disegnerò il MIO di mondo, per me e nessun altro. Quello che voglio per me deve avere la forma che ha nel mio cervello, e non quella dei pensieri di qualcun altro. Se vuoi entrarci ti farò posto, ma ci resterai alle mie regole. Inizio sistemando una galleria di eventi, da guardare tutti sotto uno spesso strato di tempera colorata, e poi il mondo oltre il tappeto rosso. Datemi l'amore, datemi l'odio, la disperazione. Datemi l'avvento di un sogno nuovo. Datemi una penna e mi trafiggerò il cuore e ricorderò com'era quando nelle mie vene scorreva inchiostro e non sangue. Io amo questa sensazione, e mi ero dimenticato com'era, leccarlo via con la lingua. La felicità... cos'è la felicità? Non esiste come costante, ma come un'improbabile momento che non dura mai abbastanza. Le persone complicate solo possono goderne nelle piccole cose, e io sono una persona estremamente complicata. Questa mattina mi sono svegliato con il gatto che mi dormiva ai piedi, la finestra aperta, e non ero sudato. Mi sono tirato su, quando una folata di vento fresco estivo mi ha scompigliato i capelli sul viso. Cos'è la felicità? Io questa mattina, svegliato da una folata di fresco vento estivo, ho sorriso.

      

    AINT AFRAID TO DIE

    Testo: Kyo
    Musica: Dir en Grey
    Romaji: Zan

    kimi to futari de aruita ano goro no michi wa nakute
    sore demo zutto aruita, itsu ka kimi to aeru no kana

    nadarakana oka no ue yuruyaka ni yuki ga furu todokanai to wakatte mo
    kimi no heya ni hitotsu daisuki datta hana o ima...

    kyonen saigo no yuki no hi kataku kawashita yakusoku
    omoidaseba tokedashi te no hira kara koborete

    nadarakana oka no ue yuruyaka ni yuki ga furu todokanai to wakatte mo
    kimi no heya ni hitotsu daisuki datta hana o ima...

    madobe ni hitori kiri de tada yuki o mitsumeteru kimi o omoidashi nagara
    garasu goshi ni kimi o ukabe saigo no kuchizukeshite...

    nee waratte yo mou nakanai de
    koko kara zutto anata o mite iru wa

    nadarakana oka no ue yuruyaka ni yuki ga furu todokanai to wakatte mo
    kimi no heya ni hitotsu daisuki datta hana o ima...

    akari wa shizuka ni shiroku some yuku machi no naka
    kimi ga mita saigo no kisetsu iro
    namida o otoshita genjitsu to wa zankoku da ne
    kimi ga mita saigo no kisetsu iro

    shiki to kimi no iro yagate kieru darou
    yuki wa tokete machikado ni hana ga saki
    kimi ga mita "shikisai wa" sotto tokete yuku

    kotoshi saigo no yuki no hi machikado ni hitotsu no hana
    sora wo miagereba saigo no yuki ga to no hira ni koborete



    AINT AFRAID TO DIE

    Testo: Kyo
    Musica: Dir en Grey
    Traduzione: Zan

    la strada che percorrevo con te non c'è più
    tuttavia abbiamo camminato a lungo, ci reincontreremo un giorno?

    la neve cade sulla cima della collina leggermente in pendenza. Non posso raggiungerti e lo capisco,
    nella tua stanza il fiore che mi piaceva tanto ora...

    quando ricordo la promessa che ci siamo fermamente scambiati l'anno scorso, nel giorno dell'ultima neve,
    si scioglie e sgocciola dal palmo della mia mano

    la neve cade sulla cima della collina leggermente in pendenza. Non posso raggiungerti e lo capisco,
    nella tua stanza il fiore che mi piaceva tanto ora...

    solo, vicino alla finestra, fisso soltanto la neve mentre ti ricordo
    attraverso il vetro, ti richiamo alla memoria dandoti un ultimo bacio

    sorridi, non piangere più
    d'ora in avanti rimarrò a guardarti

    la neve cade sulla cima della collina leggermente in pendenza. Non posso raggiungerti e lo capisco,
    nella tua stanza il fiore che mi piaceva tanto ora...

    la luce a poco a poco giunge a tingere di bianco il centro della città
    tu guardavi gli ultimi colori della stagione
    una lacrima ti è caduta, la realtà è crudele, vero?
    tu guardavi gli ultimi colori della stagione

    i colori delle quattro stagioni e i tuoi presto svaniranno
    la neve si scioglie, all'angolo della strada un fiore sboccia
    tu guardavi "i colori" che a poco a poco venivano a dissolversi

    quest'anno, nel giorno dell'ultima neve, all'angolo della strada solo un fiore...
    mentre guardo il cielo, l'ultima neve sgocciola sul palmo della mia mano...


    July 20

    Ancora vivo

    Mi dispiace aver fatto preoccupare un po' di gente ma sto bene, fortunatamente.
    A breve aggiorno con le novità.
    Grazie a tutti per il pensiero ;)
    July 06

    Presentimenti...

    E' parecchio che non aggiorno... ma la verità è che non sono stato bene.
    Sto però sistemando le ultime foto da mettere quando vi parlerò del concerto dei Dir en grey a Milano. Non so perchè ci sto mettendo così tanto a scrivere questa "recensione", forse sto ancora cercando di smaltire l'irrealtà di quei giorni.
    Dicevo che sono stato male.
    Quattro giorni di febbre e tosse.
    Sono quattro giorni che non fumo, ma è molto di più che sento una forte oppressione nel petto.
    Prima di andare a Milano pensavo fosse solo un po' di raffreddore... ma continuavo ad affaticarmi troppo, a tossicchiare.
    Il tossichiamento è diventata una tosse forte e dolorosa. Ho un forte peso nel petto, e quando con la febbre si pensava un'infezione, ora che è passata mi è rimasto un peso che mi lascia senza fiato.
    Ho smesso di fumare ma non se ne va, e oggi stacco prima da lavoro e vado dal medico.
    Mi sento sempre debole ultimamente... sarà questo tempo di merda che va, sarà che questi sbalzi termici mi stanno uccidendo.
    Sarà che ultimamente faccio brutti sogni...
    sarà che nemmeno so perchè lo scrivo.
    Parlano di bronchite, ma io ho paura di sapere la verità. Ci sono sintomi che non quadrano.. come questo rantolo insistenze, mancanza di mal di gola, o comunque fastidi di genere. Ogni tanto mi brucia la trachea durante la tosse come se fosse salita aria ardente o quasi acida. E poi alcune notti prima, ora anche di giorno, mi prende alla gola un forte senso di soffocamento. Come se mi si chiudesse la trachea.. tossisco, stringo gli occhi e in qualche secondo è finito... ma è la stessa brutta sensazione di quando due mani ti prendono per strozzarti.
    Soffro di asma da quando sono piccolissimo, ma pareva passato... a parte le solite allergie che in primavera mi sfiancano, ma poi passano.
    Però questo dura da troppo, e mi sto spaventando... ho un brutto presentimento, ma spero veramente di sbagliarmi una volta tanto... odio essere pessimista.
    June 28

    Piccola parentesi pre doccia

    Lo so che alcuni di voi aspettano il resoconto del concerto dei Dir en grey, ma abbiate pazienza che sto ancora raccimolando le foto da chi le ha fatte che io mi sono dato solo coi video e ora me ne pento a morte <.<
    Sono qua, sveglio da qualche ora, ancora in pigiama, una domenica mattina. Ascolto i Coldplay e vorrei uscire un po', ma ho voglia anche di farmi una doccia, e le mie doccie sono sempre troppo lunghe.
    *snif snif* sì, ho bisogno di una doccia assolutamente...
    Stamattina ho dormito un po' col gatto, che quando mi vede ancora a dormire mi salta su e si accuccia per farmi compagnia. Saggio animale.
    Intanto aspetto...
    aspetto che mi paghino all'ufficio, che tutti finiscano gli esami che io ho terminato mercoledì, che qualcuno si decida a dire che bisogna fare qualcosa, e domani, per andare dalla Lux per poi migrare al cinema a vedere Coraline. Avevo il libro ma qualcuno me lo ha fatto magicamente sparire..
    Lux se ne viene venerdì e mi regala il suo megaposter dei Sex Pistols. Ci metto solo due secondi a strappare dalla parete i vecchi disegni che mi avevano regalato gente che non si merita certo di stare attaccata la, e l'ho appeso. E' veramente gigante... grande quasi come questo affetto che sento lei prova per me... e grande quanto quello che provo per lei. Grande come il poster gigante dei Dir en grey sempre suo che ho appeso sul letto e che è l'invidia di tutti i loro fan entrati nell'ultimo anno nella mia stanza.
    Sono... felice.
    Mi sembra che lontano dalle cose sia tutto così appartato e intimo e tranquillo.
    Mangiare frutta con la Duchessa, il cinema con Lux, parlare con Icaro su msn, e poi il lavoro. Tornare a casa la sera stanchi da lavoro e viaggiare su n bus con una musica dentro che ti passa dall'ipod caricato dalla sera prima. Le converse nuove, quel bel pantalone... e poi il mondo.. gli occhi della gente per strada, i bimbi e le vecchiette che ti sorridono quando le fai passaere prima per salire sul bus.
    Io odio questo posto... ma penso che se un giorno dovessi andarmene mi mancherà...
    Perchè è tutto chiuso fino al mare, e oltre c'è tutto il resto.
    Penso di essere pronto per la vita vera... non mi interessa scappare di casa per unirmi al circo e vagare per il mondo in una favola... voglio vedere com'è la realtà, anche se deludente e così buia. Sarà una bella esperienza.
    Ripenso con nostaògia a quando, persa la mia principessa tolsi l'abito nero che mettevo con lei e misi quello bianco. Era questo dimostrare il mio lutto. Lei mi amava per come sapevo cavare via dalle tenebre la sua luce, ma ora che è tutta luce, la sua tenebra non sa più dove nascondersi.
    Sono discorsi senza senso, ma quando apro l'armadio e vedo quell'abito nero ho una perversa voglia di infilarmelo di nuovo, magari solo per vedere se ancora mi sta.
    Abbottono la camicia, sistemo il risvolto ai pantaloni, aggiusto la cravatta, mi guardo allo specchio e la vedo. Sorride, e mi abbraccia la vita appoggiando l'orecchio al mio petto. Lo so, lo so... ero diventato qualcosa che non mi apparteneva solo per fingere che non me ne importava niente... ma la verità è che io sono così... e non posso dimenticarlo.

    Era così bello cercare nelle tenebre la tua mano... quando nella luce immensa io sapevo che non c'eri.
    June 19

    Attraverso lo specchio

    Mi sento nostalgico...
    abbastanza da sognarti attraverso lo specchio,
    che sorridi e pieghi la testolina da un lato.
     
    Ti vedo meravigliosa..
    come quando da bimba ti abbandonavi dormendo,
    incorniciandoti con quei boccoli rossi di rose.
     
    Porgi la mano...
    lo sento che vorresti toccarmi ma non si può,
    eppure pare che sento quel tepore, provandoci.
     
    Non posso crederci..
    di non potermi mai più stringere contro il tuo petto,
    quel profumo di cipria che avevi, e le tue mani.
     
    Bastava solo mentirsi...
    e dire che eri li a fianco provando a sfiorarti la mano,
    nei caldi pomeriggi estivi in riva al mare.
     
    Nel tuo abito...
    vederti avvolgerti in un manto di oscura dolcezza,
    e aiutarti a infilare quelle scarpette così alte.
     
    Ti penso ancora..
    continuamente a specchiarmi sperando di scorgerti di nascosto,
    in un posto troppo lontano o alle mie spalle di nuovo.
     
    Guarda me soltanto...
    anche per finta chiudendo quelle lunghe ciglia sulle guance,
    sfiorandomi il collo con quelle labbra di bambola.
     
    Dove sei ora?
    Mi manchi.
    Dove sei ora?
    Lì oltre lo specchio dei ricordi...
    lì in un posto troppo lontano per raggiungerti... almeno.
     
    Forse un giorno...
    le porte di quel mondo nascosto si apriranno per noi...
    lasciandoci stare un po' in pace.
    Noi siamo nati sbagliati, ma tu sei scappata già, lasciandomi qui da solo.
    Avrei voluto dirti tante cose, ma tu mi hai raccontato una storia così inutile di cui farmi carico.
    Sei la mia favola meravigliosa e lontana.
    Resisti solo fino al giorno in cui mi stancherò anche io di queste cose, e mi addormenterò per scappare con te per sempre.
     
    Principessina degli anni lontani...
    ti sei portata via metà del mio sangue,
    ma anche con questo non esiste bestemmia
    per descrivere questo amore così malato
    che nutro per te.
     
    Mi dispiace averti lasciato avanti ad aspettarmi.
    Che bell'abito metterai questa volta?
    Ti raggiungerò col sorriso.
    Voglio sposarti davanti a Dio e nessun'altro. 
    E ti bacerò...
    sorellina...
    ricordandoti di aprire gli occhi
    come in una favola
    in cui tutto finisce
    in un vissero felici e contenti.
     
    Prometto che non ti lascerò essere mai più triste.
     


    June 14

    Happy End

    Ultimamente penso troppo... decisamente... e il che non mi giova per niente.
    Penso... penso che sono un forse vivente... continuamente in balia di un dubbio. Il dubbio di me.
    Cosa sono? Dove sto andando? Perchè?
    Credo leciti dubbi esistenziali... se non fosse che sono domande inerenti non a un livello filosofico bensì al piano fisico e reale delle cose.
    Inizio a dubitare persino di me. Mi sento un elemento astratto e indefinito, un mistero perfino per il mio cervello.
    Mi spavento per molte cose... e la maggiore di quelle è questa non-definizione che mi allontana da tutti i contatti umani, che mi allontana dal mio desiderio d'amore, dal mio desiderio di riscatto... che vita ci sarebbe per uno come me.
    Poi mi dico... va bene, anche se è difficile il primo passo sarebbe abbassare la maschera e ammettere lo stato di cose.
    Dovrei confessare le mie menzogne, se così poi si possono chiamare. E' una vita galeotta la mia. Un po' di la e un po' di qua... vedo e comprendo tante cose ma questo mi costringe a vivere una vita sempre al confine tra una definizione all'altra, dove non esiste un'adeguata accoglienza.
    Come fare? Dovrei decidermi a mettere il primo piede verso quel lato dal quale mi ero allontanato e voltare le spalle a quello che stavo costruendo, o viceversa?
    Avendo vissuto fin'ora due vite così diverse ma parallele inizio quasi a dubitare di ogni mia scelta.
    Chissà come sarebbe svegliarsi al mattino e dire che tutto è a posto, sapere chi è la persona che si guarda allo specchio, toccarsi e sentire propri ogni arto del proprio corpo. Non dover più mentire agli altri e a se stessi, sentirti giusti, sentirsi... normali...

    C'è chi mi dice che dovrei abbandonare questa menzogna, che qui su questo blog mi sono creato una cosa che non mi appartiene... una vita che non sto vivendo davvero. Che vorrà dire poi, se tutto alla fine sembra comunque visto con gli occhi di una persona e vissuti col cuore di un'altra....?
    Vorrei tanto andare a cercarmi... ovunque io sia.

    Basta quindi mentire? Dovrei rinunciare a quello che mi sono costruito così dolcemente?
    Quando una persona non mi vede in viso, quando non mi guarda, non giudica. Le parole sono importanti solo quando non c'è un corpo o una bocca che le pronuncia, purtroppo questa è la verità, altrimenti il giudizio estetico supera quello intellettuale di gran lunga.
    Eppure io... tempo fa non ero così...
    Sono cambiato quando ho incontrato quella cosa che rovina la vita di molte persone: l'amore.
    Sono cambiato anche perchè le mie esigenze sono diventate più urgenti e non trascurabili.
    Sono cambiato perchè volevo che le persone mi vedessero per quello che realmente valevo.
    Così mi sono disegnato una maschera splendida, mi sono aperto un blog, e sono iniziato ad essere me.
    Dopotutto non dispiace poi così tanto... ma dovrei farlo per me.
    Ma se mi scopro, se svelo il mio segreto allora nulla di quello che dirò avrà più senso.
    Per ora posso solo cercare di ricordare dolcemente mia sorella. Cosa c'entra lei?
    C'entra perchè... da quando l'ho persa ho dentro un vuoto immenso. E' stata lei cercandomi per anni... e quando le sono andato incontro... mi si è sciolta tra le dita.
    Forse... sta cercando ancora il suo Happy End.

    "Dovrai dapprima scoprire il volto che sotto questa maschera si cela, ma il mio volto mai dovrai sapere. Ti è chiaro questo?"




    June 12

    Fine

    E così è finito per me il primo anno di scuola.
    Era iniziato a ottobre come un trauma. Io e i cambiamenti non siamo mai andati daccordo... l'avevo scoperto come una felice sorpresa, avevo incontranto gente che mi pareva così simile a me... e avevo incontrato anche qualcos'altro... quel sentimento così intimo e privato che mi ha addolcito molto tempo... almeno fino a che... nei miei momenti di ordinaria follia non mi è cascato tutto addosso... come un enorme castello di carte dall'equilibrio precario. Ho sbattuto bene di faccia quando mi sono sentito schiacciato da tutto... eppure... credo per certi versi di essere ancora rimasto lì... di star cercando ancora la forza di rialzarmi..
    Questo perchè... a distanza di tempo.... ogni giorno scopro sempre altri dettagli che si sono infranti... quando li credevo così indistruttibili.
    Non esistono più quei sentimenti forti di una volta... ora tutto è così fragile e annoiato che devi stare attento anche a guardarlo.
    E' avvilente questa situazione... sul serio.
    Alla fine mi sono ritrovato a scoprire altra gente troppo tardi... e a riscoprire i vecchi affetti.. che è proprio vero come esistano queste cose. Il lasciarsi ma il non perdersi mai, la sorpresa di trovare quella chiamata sempre quando non te lo saresti aspettato mai, quella voce che ti rischiara la giornata.
    So che sto scrivendo una marea di cazzate ma vorrei andare a fare l'esame, il 24, senza guardare in faccia a nessuno. Lasciarmi dietro tutte quelle facce ipocrite e fare ciò che mi riesce meglio.
    Io voglio essere il migliore... e questo molti lo sanno... ma la mia strada è ancora lunga. E se essere il migliore vuol dire essere odiato dalle persone che dicevano di amarti, se voler essere sempre in alto vuol dire essere soli... ma che poi... io non sono solo.
    Chi cazzo me la dice sta stronzata colossale?? Che gli altri mi snobbano perchè si sentono superiori a farmi vedere loro come si divertono senza di me ma potrei anche sbattermene se non fossi ancora maledettamente amareggiato.
    Io ho i miei amici... quelli veri... quelli con cui ti sperdi in auto alle due di notte per strade assurde... quelli con cui parli al telefono di cazzate per ore senza stancarti mai... quelli con cui fare quegli assurdi discorsi filosofici sulla vita, l'amore e le vacche... sono quelli che arrivano a casa tua con la pizza e Guitar Hero in dodici e ti mettono casa sotto sopra occupando la sala col televisore grande come dei profughi... quelli che puoi disturbare a qualsiasi ora del giorno e della notte e che non ti manderanno mai a cagare (tranne in momenti di ordinario raccoglimenti)... quelli che come me si fanno un culo tutti i giorni per trovarsi dieci euro in tasca e per spenderli poi nella pizzata settimanale... di quelli che incontri sul treno per sbaglio e che riescono a raccontarti tutte le novità in meno di un'ora e mezza... sono quelli dei sabati, delle domeniche, dei cinema, delle presenze silenziose, quelli che conosci da quella che ti sembra una vita e che vorrebbero spaccare il mondo... sono tutta quella gente che li guardi e dici "me li potevo trovare solo io dei tipi così" ma poi sorridi perchè  non li cambieresti mai con nessuno... sono quei tipi per i quali ammazzeresti qualcuno... che ammiri da lontano tanto non ti sembran veri...
    sono quei tipi dai quali un tempo mi sentivo tanto estraneo prima di capire che così... improvvisamente... ero diventato uno di loro.
    Se i nuovi arrivati non mi vogliono più non mi interessa più, io ho persone molto più importanti a cui pensare.
    Finita la scuola, una vacanza a Milano di due giorni per vedere il concerto dei Dir en Grey e poi il mondo...
    Voglio un'estate che mi faccia dimenticare tutto... e ricominciare da capo a ottobre con tutta la voglia che posso tirare fuori.
    Avrò vent'anno questo agosto, e sono 5 anni che le mie estati le passo lavorando per farmi qualche regalo... anche quest'anno sarà così, ma ho lasciato il ristorante per uno stage con orari d'ufficio come grafico in un centro studi. A modo mio sono fortunato... anche se il più delle volte sembra di no. O forse... anche questa sfortuna mi porta qualcosa di buono...
    Quello che penso alla fine è che sono le grandi difficoltà e differenze che ti rendono quello che sei, non gli estremi agi e l'apatia di una vita regalata.
    A volte sono antipatico lo so... ma solo perchè mi sento tanto The Saw :P
    Basta parlare... inizio a sentirmi un po' svuotato.
    Scrivo dall'ufficio oggi che stranamente non si fa una ceppa... siamo 3 persone e tutti i miei compiti li ho finiti alle 11 di stamattina.
    Casa senza internet in attesa che riattaccano la linea e olte i preparativi per il viaggio da finire tante cose per l'esame.
    Il cervello inizia a sbarellare... mi sa che vado a fumare... gh
    June 07

    The Kill - 30 seconds to mars -

    THE KILL
    -30 Seconds to Mars  -


        

    What if I wanted to break
    Laugh it all off in your face
    What would you do? (Oh, oh)
    What if I fell to the floor
    Couldn't take all this anymore
    What would you do, do, do?

    Come break me down
    Bury me, bury me
    I am finished with you

    What if I wanted to fight
    Beg for the rest of my life
    What would you do?
    You say you wanted more
    What are you waiting for?
    I'm not running from you (from you)

    Come break me down
    Bury me, bury me
    I am finished with you
    Look in my eyes
    You're killing me, killing me
    All I wanted was you

    I tried to be someone else
    But nothing seemed to change
    I know now, this is who I really am inside.
    Finally found myself
    Fighting for a chance.
    I know now, this is who I really am.

    Ah, ah
    Oh, oh
    Ah, ah

    Come break me down
    Bury me, bury me
    I am finished with you, you, you.
    Look in my eyes
    You're killing me, killing me
    All I wanted was you

    Come break me down (bury me, bury me)
    Break me down (bury me, bury me)
    Break me down (bury me, bury me)

    (You say you wanted more)
    What if I wanted to break...?
    (What are you waiting for?)
    Bury me, bury me
    (I'm not running from you)
    What if I
    What if I
    What if I
    What if I
    Bury me, bury me


    [L'uccisore]
    -30 seconds to mars-

    E se io volessi scoppiare
    Riderti in faccia
    Tu che faresti?
    E se io cadessi per terra
    non potendo più sopportare tutto questo
    Tu che faresti?

    Vieni, abbattimi
    Seppelliscimi, seppelliscimi
    Ho finito con te

    E se volessi combattere
    O supplicare per il resto della mia vita
    Tu che faresti?
    Hai detto che volevi di più
    Cosa stai aspettando?
    Io non sto scappando da te

    Vieni, abbattimi,
    Seppelliscimi, seppelliscimi
    Ho finito con te
    Guardami negli occhi
    Mi stai uccidendo, mi stai uccidendo
    Tutto ciò che volevo eri tu

    Ho provato ad essere qualcun altro
    Ma niente è sembrato cambiare
    Ora lo so, questo è ciò che sono dentro veramente
    Cadendo da me stesso
    Cascandoci per un'opportunità
    Ora lo so, questo è ciò che sono veramente

    Vieni, abbattimi,
    Seppelliscimi, seppelliscimi
    Ho finito con te, con te, con te
    Guardami negli occhi
    Mi stai uccidendo, mi stai uccidendo
    Tutto ciò che volevo eri tu
    Vieni, abbattimi,
    Abbattimi, abbattimi..

    E se volessi scoppiare?




    June 02

    La nostra storia

    E' solo una parola. E' un segno immaginato. E' la nostra storia.
    Una musica di sottofondo che sentiamo dentro di noi, le corde di uno strumento sconosciuto che vibrano... quello strumento che è il nostro cuore.
    Usciamo di casa e tutto ci annebbia la vista. Troppe cose, troppe persone che ci ruotano attorno senza guardare niente. Solo ieri mi sembrava una vita diversa. C'erano più alberi e più sorrisi... e ora è un grigio sparso che sa di fumo.
    Cosa c'è oltre questo velo scuro e corroborante di ansimi e pensieri sporchi?
    Ci siamo noi.
    Chiudendoci una porta alle spalle ci sembra quasi di avervi lasciato dietro tutto il dolore, eppure... non ci accorgiamo che qualunque cosa abbandoniamo quella ci insegue dentro di noi. Sono quei pesi che solo quando è troppo tardi ci accorgiamo di avere dentro. Sono dolori a cui non sappiamo più dare un nome... e ci perdiamo. Vaghiamo troppo alla ricerca di quel qualcosa che non è altro che il contenitore con cui ci muoviamo. Il nostro viso è solo una maschera che leviamo prima di andare a dormire e che nei sogni ci abbandona. Sogniamo... siamo una razza di sognatori senza scrupoli. Passiamo da un desiderio all'altro senza nemmeno pensare più. Ci abbandoniamo in quell'andirivieri di sensazioni insignificanti reduci di un passato che ci solletica le spalle ma che noi non vediamo.
    Lo osserviamo invece sulle facce della gente, anche quelle più vicine... e lontane.
    Ci si incontra per farcela un po' assieme ad altri che sentiamo tanto vicini ma che mai sono stati così lontani, e osserviamo...
    Sono occhi che non avrai mai osservato veramente, mondi che improvvisamente si svelano a te nella loro malinconia. Unghie graffianti, sospiri soffocati, un semplice gesto e poi... il mondo.
    Abbiamo dimenticato cos'è la magia. Abbiamo scordato la sensazione della luna. Abbiamo lasciato indietro l'odore di un sangue mortale.
    Prima... ed era solo prima la vita vera.
    Questa che viviamo che cos'è??
    Prima avevamo la vita e basta. C'erano ideali e pericoli che ci conservavano dentro di noi quella dignità che abbiamo perso in quest'era di perbenismo.
    Ora che non si ozia mai abbastanza e che le nostre membra si sono rilassate come una pozzanghera dopo la pioggia. Ci siamo rassegnati ad essere solo un passaggio, e non fare più nulla per dire che siamo stati qui.
    La morte ci fa paura, come tutto ciò che ci circonda. Non riusciamo più a guardare negli occhi un nemico con quel coraggio che ci bramavano. Siamo nati sbagliati. Non c'è niente da fare.
    Dovevamo crescere per saperci difendere da quest'era inutile mentre non si fa altro che istruirci a obbedire. Che vita è questa? Chi ci ha fatto diventare così?
    Si era sempre alzato un lamento troppo grande per la disumanità della vita, quando forse era solo allora che gli si dava un significato, quando i sensi di colpa esistevano come uno stato di cose, perchè non esistevano intermediari. Carne che ammazzava carne e la sentivi, tu, la vita di un uomo scivolarti lungo le mani e potevi scegliere... se continuare, o no.
    Ora c'è un freddo meccanismo che pulsa. Basta un dito per sbagliare mira e ammazzare chiunque. Non si sente quasi più niente, come se queste macchine ci succhino via anche i sentimenti. E' solo un gioco oltre questi tanti passatempi. Lo mascheriamo dietro un moto di polemica, ma è sempre omicidio. Che sia di tanti o di nessuno... stiamo perdendo la ragione.
    Eppure da ieri non molto è cambiato. La legge del più forte è sempre valida, come ogni cosa riguardante lo sfruttare le conseguenze... l'unica cosa che si è persa è l'umiltà di mostrare quel vile orgoglio che ci faceva dei cavalieri nonostante le atrocità. Si è perso lo sguardo fiero che spera di combattere per la giusta ragione. Si è persa un'arma fatta di anima, e il cielo immenso.
    Avevamo tutto il mondo attorno da esplorare... era una curiosità che ci alimentava un movimento continuo per scoprire prima che sia tutto troppo vano... e ora? Tutto ci è attorno e niente ci è dentro. Vedi immagini e leggi parole che perdono di significato quando le cose sono così diverse viste dal basso. Tutti sono bravi ora a dire di aver scoperto le cose, ma nessuno le guarda e le vive più veramente.
    E' un mondo che ci impedisce di farlo. E' un mondo che ci chiude e ci vieta di riscoprirci ancora una volta selvaggi.
    Eppure... non siamo soli, per quanto possa sembrare... non siamo soli.
    Io... ho abbracciato il corpo immacolato di una cortigiana in attesa nell'anima di una fanciulla... ho passeggiato con dei cavalieri in cerca dei propri destrieri celati dietro passi e parole da arcate insolitamente ampie e impazienti... ho bevuto il thè con una strega insinuata nei desideri di un paio di mani curiose ed esperte... e quanti altri ne ho scoperti... quanti altri nascosti... proprio come me.
    Lasciandomi dietro l'asfalto mi chiedo solo cosa stiamo aspettando per riprenderci la nostra terra...?


    June 01

    Viaggio

    Mister No: E così... te ne vai.
    Duchessa: Eh sì.
    MN: E vuoi abbandonare me e Carletto qui... da soli???
    Carlo: Weoufgh.....
    D: Ehm... sì.
    MN: Lo sapevo che sarebbe arrivato questo giorno.
    D: Genio del male... vado a trovare mia zia, non scappo in Messico!
    MN: Avrei preferito la vecchia scusa delle sigarette! Almeno ci lasciavi una speranza!
    C: Woafh...
    D: Io non so che ho fatto di male... Aiutami a chiudere la valigia piuttosto.
    MN: Ma ci pensi a cosa ne sarà di noi ora che te ne vai??
    D: La cosa non mi tocca. Basta che non rompete niente.
    MN: Sappi che probabilmente quando finiremo le scorte di cibo potremmo arrivare persino ad atti estremi di cannibalismo!
    C: Woeh?
    D: Per evitare questa evenienza ho lasciato 8 chili di wustel a scongelare nel lavandino. Per Carlo i croccantini sono nel ripiano.
    MN: ...
    C: ...
    D: ...?
    MN: Divertiti questi tre giorni da tua zia, mi raccomando!
    May 26

    Lavoro

    Mister No: Ho preso tutto? Siamo sicuri che ho preso tutto???
    Duchessa: Posa quella valigia che stai andando a lavoro non in Papuasia.
    Carlo: Woafh..
    MN: Ha ragione Carlo, forse è un po' eccessivo.
    D: Signore dammi la forza...
    MN: Tolgo la spillatrice, il cappellino da mare, la vaschetta idromassaggio per i piedi...
    D: ...
    MN: Che dici metto via anche il rasoio elettrico e la maschera da saldatore?
    D: Vorrei ricordarti che ti stai dimenticando una cosa fondamentale.
    MN: Cosa???
    D: Il cervello.
    MN: ... non scherzare che sono anche in ritardo! Meglio che vado!
    D: Posa subito il tostapane!!!
    MN: Prima che vado dimmi solo una cosa...
    D: Cosa?
    MN: Sto uscendo in mutande?
    D: No...
    MN: Perfetto! A stasera!
    C: ...
    D: ...
    C: ... woaf?
    D: Ehi ma dov'è il frigorifero???!!??
    May 12

    Alice

    Alice scivolò giù, lungo un sogno, lungo un’immensa galleria verticale di atrocità. Cascò lungo un vortice di incoerenza, freddo e sporadicamente illuminato da neon che galleggiano in quella fossa interminabile. Osservò attonita fotografie di soldati, flebo, orologi, cartelle cliniche, finestre, tavolini e posate scorrerle al fianco, restando sospesi in una dimensione leggerissima. Fantasie a scacchi bianchi e rossi la circondarono anche nella caduta, che avvenne tiepida, senza alcun trauma, un piede e poi la punta dell’altro, lasciandole svolazzare per un attimo il vestito.
    Atterrò lungo un corridoio vuoto e desolante, un anfratto al neon sporco di muffa e gocciolante.
    Un’imponente ombra animalesca la sovrastò in un momento di distrazione.
    - Signor Coniglio? – chiamò, ma lui era già sparito.
    Provò a inseguirlo nel corridoio profondo intrufolandosi in una porta troppo grande.
    Ancora corridoi dove quell’ombra animale torna a prenderla di sprovvista.
    - Signor Coniglio? – chiamò ancora, ma nel lungo corridoio le risposero i quadri di illustri individui, mezzi busti e statue votive.
    - Dove stai andando bambina? -
    - Chi cerchi? -
    - Cosa vuoi? -
    - Vai via... -
    - ... finché sei in tempo... -
    - Fuggi! -
    Alice avanzò verso una Madonna immobile, piena di dolore. Una visione triste e incolore alla luce delle candele.
    - Io sono Alice. Vengo dalla tana del signor Coniglio -
    - No non lo sei. - rispose la Madonna.
    - Io sono Alice... -
    - No non lo sei. - la Madonna aprì occhi vuoti pieni di terrore. - Fuggi bambina. Fuggi! - la implorò cercando di afferrarla con le mani ossute. Accorciò la distanza trovandosi intrappolata alla parete. Rovesciò qualche candela, gridò, ma la statua restò inchiodata a quel freddo muro.
    Alice indietreggiò verso i quadri impauriti, dove un giovane soldato dal ritratto l’afferrò alle spalle. Aveva il sorriso felino e profondi occhi gialli.
    - Da quella parte. - le indicò un punto lontano dove poi lei fuggì correndo veloce con ancora dietro quelle urla disumane.
    Fuggì Alice, lontano in quel labirinto di corridoi al neon. Seguì la grande ombra animalesca dietro a improbabili segnali stradali, sorpassò incoerenti oggetti animati. Tutto fino a una grande freccia affianco a una porta a vetri opachi e sporchi.
    La varcò senza esitare, vedendosi venire incontro una tazza meccanica fumante di aromi dolciastri e velenosi.
    - E’ permesso? - domandò con timore.
    - Vieni pure bambina! - la invitò dentro un vecchietto smilzo e dallo strano cappello.
    Un gelido lettino è apparecchiato a festa sui resti di un cadavere. Stoviglie meccaniche vi camminavano indisturbate attorno a una torta di denti umani. Alice l’osservò terrificata.
    - Io sono il Cappellaio! Molti dicono Matto ma io mi definirei spensierato! - prende un piattino, con su una fetta di torta - Ne vuoi una fetta? Su non fare complimenti! - indica il cadavere sul lettino - Prima di te lei ne ha mangiato fino a scoppiare! - e l’addentò con tutta la porcellana. I suoi denti erano affilati, ma anche ferito e sanguinante rise divertito.
    Alice fuggì via, alle spalle ancora quella folle risata.
    Tornò in quell’anfratto di corridoi, spaventata, ora incapace di ragionare.
    Ancora l’ombra animalesca la sovrastò ma dal ruggito che ne provenne Alice capì che era stata troppo indiscreta a cercarlo così insistentemente. Divenne la preda indifesa tenuta all’angolo da quel mostro sbavante.
    Capì che non sarebbe stata divorata quando una mano gentile spaventò quell’ammasso informe di peli umidi e lunghe zanne. Alice la guardò, posando gli occhi su un volto di donna bello come una santa. Le mani giunte e un lungo manto morbido a cingerle le spalle. La donna la salutò gentilmente. - Ciao Alice -
    La bambina si stupì che sapesse il suo nome.
    - Io sono la Regina di Cuori -
    Alice le sorrise, mossa da un’immensa e incondizionata fiducia. L’abbracciò, lasciandosi stringere affettuosamente.
    - Vieni con me piccola, è arrivato il momento di andare. -
    Alice non sentì il bisogno di risponderle. Prese la sua mano lasciandosi condurre verso una luce grandissima mentre la donna, sicura, la teneva a se con calore. Quella grande luce, sul fondo di quell’ultimo luogo di terrore, proiettò l’ombra di una bambina e della sua ultima amica: la Morte.
    Nel tiepido letto d’ospedale, nella realtà vera, alla flebile luce del neon, la vita di Alice l’abbandonò. La sua piccola mano era ancora posata sull’ultima storia che l’aveva accompagnata fino alla FINE.